Massimino

Pubblicato il 24 Ottobre 2018

Massimino, Mascimin in ligure e Massimin in piemontese

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    Arrivando a Massimino da Bagnasco
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    Via San Vincenzo dall'oratorio
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    fienili
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    Il campanile della chiesa parrocchiale di San Donato nella borgata di San Vincenzo
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    Borgata San Pietro
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    Borgata San Pietro
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    tra le piante a fianco dell'oratorio
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    via San Vincenzo 5
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    via San Vincenzo
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    via San Vincenzo, la cascina
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    prime case di Borgata san Pietro
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    Chiesa parrocchiale di San Donato, vista da via San Pietro
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    via San Pietro
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    case e cortili in Borgata san Pietro
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    Via Salvagni
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    legna e albero da frutta
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    Borgata san Pietro
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    lavatoio in memoria di Rizzo Luigi trucidato dai nazisti
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    abbeveratoio in via san Pietro
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    abbeveratoio in via san Pietro
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    La strada che conduce la cimitero
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    la chiesa e il ristorante Sotto i Cavoli
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    Chiesa parrocchiale di San Donato nella borgata di San Vincenzo
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    il cuore del borgo
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    via Nazionale e il ristorante Sotto i Cavoli

Oggi vi porto a Massimino, un piccolo paese distante un paio di chilometri da Bagnasco ma già in Liguria, in provincia di Savona. Tra i borghi più piccoli della regione è per numero di abitanti il comune meno popoloso della provincia e al quinto posto in Liguria, preceduto dai comuni genovesi di Rondanina, Fascia, Gorreto e dal comune imperiese di Armo. Noi ci siamo capitati per caso domenica scorsa, avevamo voglia di fare una breve gita mattutina e così ci siamo ritrovati a camminare nelle vie di Massimino, precisamente nelle borgate di San Vincenzo e in quella di San Pietro.

Nella borgata di San Vincenzo si trovano due chiese: la parrocchiale di San Donato, struttura in stile barocco edificata agli inizi del 1800 e l’oratorio di San Vincenzo Ferreri, costruito nel 1797. Quest’ultimo è sede della Confraternita dei Disciplinati e della Proloco, prima fu anche utilizzato come scuola. Nella borgata di San Pietro, posta sul lato opposto della via Nazionale, troviamo la chiesetta di Sant'Antonio Abate. Camminare tra le case è stato davvero piacevole e numerosi sono stati gli angoli meritevoli di una foto!

 Come molti borghi di questo territorio, anche Massimino era dotato di un castello, edificato nel XII secolo dai marchesi di Ceva sulla sommità di una collina, situata poco distante dall’attuale borgo, luogo in cui sorge la chiesa di San Giuseppe. Attualmente la zona è in fase di recupero e soggetta a scavi archeologici. Sicuramente, quando questi lavori saranno terminati e il sito sarà aperto al pubblico, noi saremo tra i primi a visitarlo!

La nostra breve gita è terminata, ma sicuramente torneremo a completare la visita di Massimino, magari, attrezzati col giusto equipaggiamento potremmo andare, lungo il crinale del Bric dei Morti, alla scoperta delle trincee scavate dalle truppe piemontesi durante gli scontri con l'armata francese napoleonica nel 1796 e perché no, andare in località Boscogrande alla scoperta delle “Zampe del Diavolo”.